E anche quest'8 marzo volge al termine. La giornata è stata pregna di parole-parole-parole; i fiorai sono diventati ricchi a palate vendendo come oro delle palline gialle piumose che dopo pochi minuti diventano brutte, mosce e puzzolenti; i palinsesti televisivi hanno vomitato luoghi comuni (unica eccezione rai3 con lo speciale "Chetempochefa" con una Littizzetto in grande forma!); in qualche locale le solite casalinghe arrapate staranno facendo la bava come le lumache per qualche manzo di periferia.... tutto come al solito, insomma.
E allora, Donna, visto che tra poco più di 2 ore sarà già il 9 di marzo, voglio farti anche io gli auguri, da donna a donna.
Ti auguro che tu possa andare in pensione quando vuoi e non quando devi;
ti auguro che tu possa sentirti libera di girare da sola, senza paura di essere stuprata;
ti auguro che tuo marito, o il tuo compagno, inciampi nelle sue scarpe mentre ti si avvicina per picchiarti, e stramazzi al suolo lui, prima di ammazzare te;
ti auguro che le tue scelte di avere o non avere bambini non debbano più essere condizionate dal pensiero di chi non c'entra niente con te;
ti auguro che il tuo stipendio sia finalmente uguale a quello del tuo collega maschio, con pari esperienza e pari anzianità;
ti auguro che, se mai dovessi essere assunta, nessuno stronzo ti dica più "beh, sa, lei è giovane, vorrà avere dei bambini"... ;
ti auguro che, se mai ti venisse voglia di tradire tuo marito, tu non debba più essere lapidata;
ti auguro che, se mai volessi vivere come le ragazze della tua età, nessun padre o parente si debba sentire in diritto di porre fine alla tua esistenza;
in poche parole, Donna, ti auguro una vita normale, per tutti i giorni dell'anno, e non solo per l'8 di marzo.






